Visualizzazione post con etichetta Riassunto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Riassunto. Mostra tutti i post

giovedì 18 settembre 2008

Elfi

Ci svegliamo, accaldati ed intorpiditi, alcuni anche un po’ rincoglioniti, ed una visione agghiacciante ci avvolge in tutta la sua spaventosità: tre elfi, enormi, neri, con giganteschi pacchi stellari evidenziati da risicati perizoma, con acconciature variegate ed improponibili.-
L’esiziale scena viene solo un po’ ammorbidita da un’altra elfa, un po’ meno scura, decisamente graziosa, avvolta in una tunichetta che non nasconde del tutto le forme decisamente interessanti.-
Dopo il consueto pensiero comunitario: “A come avrebbe apprezzato Apelios la vista di questi elfici fustacchioni”, l’elfica fighetta ci comunica che verremo portati al cospetto del custode del portale di questo caldo e maleodorante continente.-
Intanto, come in sogno, capiamo che abbiamo raggiunto i pieni poteri che derivano dal livello del titolo in quanto, oltre al normale accrescimento di abilità fisiche e magiche ad esso conseguenti, acquistiamo le seguenti incredibili specificità:
Tayga, dopo ogni guzzata, ritorna vergine;
Ailin può decidere, a piacere, di ridurre od ingrandire le pere da una prima ad una sesta;
Emon Pok, a comando, può far apparire un bacile di acqua profumata al timo o alla mentuccia per farsi un rinfrescante palliluvio;
Ridgell può, a suo comodo, perdere un round di tempo prima di lanciare un incantesimo;
Alkatel, a piacere, può far apparire un secondo buco del culo, in modo da essere imbattibile nella gara di peti e flatulenze.-
Incredibilmente compiaciuti dai nuovi poteri acquisiti, a parte Emon Pok, decisamente preoccupato dalla nuova abilità di Alkatel, veniamo condotti dal custode, tale Fan Cul, del portale che, in linea di massima, può così descrivere la sua posizione:
E’ uno dei sette uomini più potenti (in termini politici) di questo mondo;
E’ decisamente l’uomo più potente di questo continente (per lo meno in questo luogo e momento);
E’ incazzato nero perché gli abbiamo appena fatto collassare il sistema dei portali;
E’ anche stupito perché non aveva mai visto un gruppo di persone passare da un portale chiuso, per poi distruggerlo, nonché avere una quantità spaventosa di oggetti magici, tra i quali un grosso cristallo, una incredibile mappa dei cristalli, una pergamena che non riesce neppure a toccare ed, infine, due evocati.-
Quindi resta decisamente stupito quando, alla semplice domanda: “Chi siete?”, si sente rispondere dalla morbida voce di contralto di Tayga: “Un gruppo di viandanti che si è smarrito nel bosco, mentre era a caccia di funghi ed altre erbette aromatiche da portare alla nonna affinché possa prepararci il gustoso Haggis di Nonna Papera”.-
Il suo stupore si tramuta in aperta minaccia, tanto da convincere Tayga ad aggiungere un’altra, seppur ermetica, spiegazione, del tipo: “Si aggiunga che non siamo stati noi a distruggere il portale, o per lo meno non coscientemente, anzi noi non volevamo neppure venire qui, ma volevamo andare in un mondo molto più freddo, inoltre, eravamo inseguiti da un mostro orrendo, cosa che ci ha convinti a passare da un portale, anche se era già chiuso…….. Ehm ….. Cioè, quasi chiuso. Anzi abbiamo sentito una voce, e poi a te che cazzo te ne frega chi siamo negro di merda?”.-
Solo l’intervento congiunto di Ridgell, che non tiene la pipì e svela l’aiuto di Chijan, e la conferma di Liu Gin, custode sottosviluppata di questo continente, ci salva, per adesso, da morte certa…..

martedì 9 settembre 2008

Riassunto

  • Tayga, Alkatel e Apelios, tre chierici di Xar impauriti dagli accadimenti che stano avvenendo sul loro mondo, evocano da Veldern l’Arcimago Ridgell e l’elfo Ailin;

  • Tale evocazione superiore, in realtà proibita, viene permessa per fini che loro stessi ancora ignorano;

  • Subito si aggiunge alla compagnia un quarto elemento: il sicario pentito Emon Pok;

  • Il loro convento (come apprenderanno poi, in realtà tutti i conventi dedicati Xar) è stato distrutto, ed il loro maestro, in fin di vita, dice loro di raggiungere un certo Conte, ancora fedele alla causa;

  • Apelios resta in una grotta a fare la guardia ai tesori recuperati dal convento distrutto;

  • Tayga tiene però un cristallo ed una veste sacra;

  • Alla locanda dei genitori adottivi di Tayga ed Alkatel incontriamo un Guardiano: Chijan;

  • Decidiamo di non andare dal conte (probabilmente rapito) ma da un signorotto locale, tale Dookan;

  • Subito il signorotto ed il suo acerrimo nemico (Mister T), cercano di assoldarci per fare le scarpe all’altro;

  • Ci mettiamo al soldo di Dookan e gli portiamo prigioniero Mister T;

  • Conosciamo l’intrigante Sjoreen;

  • Per ringraziarci Dookan ci manda a Torisk per mettere a posto una difficile situazione creatasi tra il capetto Torvill, i subumani amici di Dookan, il farmacista Torlan, il defunto Travis, ecc.;

  • Torna Apelios;

  • Incontriamo uno strato personaggio: Gerarld;

  • A Torisk mettiamo a posto tutto;

  • I subumani consegnano a Tayga un altro cristallo;

  • Torniamo indietro, evitando un pericoloso passo, e ci dirigiamo verso una grotta di un drago;

  • Uccidiamo il drago e prendiamo i suoi tesori;

  • Ci imbattiamo in un branco di lupi che uccide i nostri muli;

  • Veniamo catturati da alcuni guerrieri fedeli al nuovo culto di Rax;

  • Sjoreen, abilmente travestita, riesce a farci tornare nella cittadella di Dookan e liberarci;

  • Torniamo a Torisk con Dookan che, da abile politico, mette a posto tutti;

  • Conosciamo la guaritrice Frida che ci da alcune utili indicazioni;

  • Andiamo verso i paesi di Koth e di Ekin, e qui incontriamo la guardiana Chijan, che ci chiede di accompagnarci;

  • Ha paura di incontrare qualcuno, sicuramente molto potente e pericoloso;

  • Arriviamo a Koth;

  • Il giorno dopo arriviamo a Ekin, e qui incontriamo i due fratelli Nike e Htok, che ci raccontano di una strana grotta piena di evocati (che Ridgell ed Ailin riconoscono come demoni);

  • Andiamo via da Ekin ed incontriamo Shjkathar (per gli amici Rocco): è molto potente, sembra ai due evocati un demone superiore, ci parla di varie fazioni (uni, altri, loro, ecc,) in combutta tra loro, di una prima evocazione che si è rivelata troppo forte ed adesso può ucciderci tutti anche al solo nominarla, alla fine riconosce Ailin e Ridgell come seconda evocazione superiore, e ci lascia andare;

  • Tayga e Chijan epurano la mappa e lasciano a noi solo una parte;

  • Chijan se ne va;

  • Entriamo in una grotta e combattiamo contro vari ragni ed un coleottero gigante;

  • Entriamo in una strana coltivazione di funghi e veniamo soggiogati da una potentissima illusione;

  • Ci cattura un gruppo di sparuti umani, che scopriamo essere il mangime dei demoni evocati;

  • Ailin e Ridgell mangiano i funghi, per annullare l’effetto dell’illusione, e guidano gli altri fino alla cittadella dei demoni (dove uno più forte degli altri ha preso il potere e ha sovvertito la pace che regnava prima tra umani e demoni);

  • I demoni, quando capiscono che vogliamo andare a sconfiggere il capo, non ci fermano;

  • Andiamo prima nelle grotte dove c’è una statua che crea l’illusione;

  • La distruggiamo, ma Ridgell viene ucciso da alcuni demonietti;

  • Incontriamo Dadaumpa;

  • Ridgell viene resuscitato da Frida in forma di Lazzaro;

  • Lamentazioni di Ridgell il Lazzaro;

  • Dookan ci incarica di andare a liberare il Conte, prigioniero nel covo dei sicari;

  • Andiamo, ma, nel tentativo, ovviamente, il Conte muore;

  • Torniamo da Dookan, che se ne sbatte, e ci incarica di trovare un sostituto del Conte;

  • Frida resuscita, per davvero, Ridgell, ma purtroppo muore nel farlo;

  • Prima, però, consiglia come successore Ildebrando Clotilde Maria Summus Magnificus Cesare Domiziano II, detto Coito, figlio del Conte;

  • Tayga, in quanto ultima fedele rimasta, viene nominata Patriarca di Xar;

  • Ridgell propone una veglia di preghiera in memoria del Conte defunto, alla quale tutti debbono partecipare, per poter sceglierne con calma il successore;

  • Intanto, quattro draghetti…..

  • Decidiamo di fare Re, Coito;

  • Alla cerimonia, a sorpresa, arriva Chijan che la officia;

  • Capiamo subito che Coito sarà un vero Re;

  • Andiamo alla capitale per incontrare un vecchio e potente mago;

  • Combattiamo dei briganti in un vicino villaggio e li scacciamo;

  • Incontriamo un vecchio, 132, scomparso;

  • Andiamo ad una torre e combattiamo contro i nostri simulacri;

  • Troviamo il bastone da riportare al mago;

  • Vediamo Dadaumpa, che no lo vuole toccare;

  • Decidiamo di andare ad Orlan;

  • Siamo inseguiti dal Mietitore;

  • Incontriamo il Mietitore, ma fortunatamente Chijan ed altri tre guardiani lo fermano e noi riusciamo a fuggire;

  • Incontriamo Ssssssshit e lo lasciamo libero;

  • Torniamo da Clodian, dove Chijan ci dice di aver ucciso Ssssssshit;

  • Tayga nomina un vicario;

  • Arriviamo ad Orlan;

  • Sulla cittadella vola un enorme drago tartaruga per crearci un diversivo;

  • Entriamo nella cittadella fortificata;

  • Biblioteca, Cripte, ecc.;

  • Conosciamo Repugnant ed il Priore;

  • Scopriamo orrendi esperimenti per trasformare umani in bestie non-morti;

  • Il Priore è il Nosferatu;

  • Incontro tra Nosferatu e Chijan;

  • Tayga nomina Repugnant suo vicario;

  • Andiamo alla capitale dal mago che ci commissiona un omicidio;

  • Ritroviamo il Nosferatu che ci aiuta a fuggire dal Mietitore;

  • Prendiamo un altro pezzo del cristallo;

  • Passiamo un portale che ci porta nella terra degli elfi;

  • Apelios sparisce;

giovedì 4 settembre 2008

Dal Mago

Lo stronzo ci lancia un sortilegio di incredibile potenza, Ridgell sbavacchia un po’, ma tutto sommato la prende abbastanza bene, che servirà ad annullare almeno un attacco magico del suo vecchio amico e ci congeda, dicendo che probabilmente non ci vedremo più.-
Ci tocchiamo i marroni (Ridgell, Alkatel ed Emon Pok i propri, Ailin e Tayga a caso, Apelios è indeciso…), e partiamo, decidendo di lasciare tutti i nostri beni e zaini sui cavalli, anch’essi abilmente schermati.-
Nel frattempo, abbiamo elaborato un piano infallibile per uccidere il vecchio amico del mago (non senza aver subito alcune bizze di Emon Pok e ideucce di Alkatel) che, a grandi linee, potrebbe essere così riassunto:
Alkatel entra per primo e si dispone a sinistra, pronto ad attaccare corpo a corpo;
Apelios entra per secondo e si dispone a destra, pronto ad attaccare corpo a corpo;
Emon Pok entra per terzo e si dispone al centro, pronto ad attaccare corpo a corpo o a lanciare un pugnale;
Ridgell entra per quarto e si dispone a destra pronto a lanciare un dardo;
Ailin entra per quinta (pur avendo una sesta) e si dispone a sinistra pronta a lanciare un dardo;
Tayga entra per ultima e, preso atto della situazione, da abile stratega qual è, deve solo decidere il momento dell’attacco coordinato pronunciando la parola chiave “Zubizarreta”.-
Impieghiamo cinque minuti per arrivare al convento del mistico da terminare, ma quasi due ore a far imparare a Tayga la parola chiave, poi, affidati i cavalli allo stalliere, entriamo duri, incazzati, compatti, massicci, determinati, risoluti, virtussini ed interisti, nello studio dell’ignaro mistico.-
Come sapete tutti i piani, anche quelli praticamente perfetti (di cui il nostro ambisce esserne esempio sempiterno, nonché caso di studio per le reclute del centro addestramento di Quantico per i prossimi vent’anni), hanno a volte un piccolo intoppo dato dall’imperscrutabile e beffardo disegno che il destino tratteggia con le sue tinte pallide ed offuscate.-
La forma prescelta dal destino, nel caso specifico a noi caro, questa volta prende le temibili sembianze del nostro vecchio amico Nosferatu: il Priore che davamo per morto e sepolto per merito di quella vecchia puttana di Chijan.-
A questo punto, nell’ordine, e nel rispetto quasi pedissequo di quanto concordato, accade che:
Alkatel entra per primo e si dispone a sinistra, pronto ad attaccare corpo a corpo, emanando però un’ininterrotta scia orrendamente maleodorante, provocata dall’emozione (sicuramente non paura…) di trovarsi davanti un Nosferatu ;
Apelios entra per secondo e si dispone a destra, pronto ad attaccare corpo a corpo, ma estrae il suo rosario portatile e, con metodo e calma, comincia a ricordare in ordine cronologico e chiedere perdono degli ultimi peccatucci commessi;
Emon Pok entra per terzo e si dispone al centro, pronto ad attaccare corpo a corpo o a lanciare un pugnale, poi sorride felice, perché, tutto sommato, gli dispiaceva uccidere un vecchietto buono ed innocente, mentre con il Nosferatu….;
Ridgell entra per quarto e si dispone a destra pronto a lanciare un dardo, poi si va a sedere su una poltrona, smoccolando come uno scaricatore di porto al quale è appena caduta sul ditone con unghia incarnita una cassa da tre tonnellate;
Ailin entra per quinta (pur avendo una sesta) e si dispone a sinistra pronta a lanciare un dardo, ma dall’emozione le pere si riducono ad una terza scarsa, provocando un moto di risentimento in tutti i presenti, Nosferatu compreso;
Tayga entra per ultima e, preso atto della situazione, da abile stratega qual è, deve solo decidere il momento dell’attacco coordinato pronunciando la parola chiave “Zubizarreta”, non vede il Nosferatu perché è ad occhi chiusa, concentratissima, che cerca disperatamente di ricordarsi la parola chiave.-
Fortunatamente non se la ricorda, così possiamo restare vivi ancora per qualche attimo, giusto il tempo che permette al vecchio mistico di salutarci con calore e chiederci quale oggetto mirabolante dobbiamo mostrargli.-
Mentre l’idiota, ormai inconsapevolmente border-line con la vita, ci guarda speranzoso ed i più rimangono pietrificati nelle descritte posizioni, Tayga, sempre ad occhi chiusi, continua a borbottare spezzoni semincomprensibili di parole tipo: “Zuzzurellone, Zuzzurro, Zatteronzolo, Zibibbo, Zazzera, Zuppiera, Zulbindarrebelleta, …..”.-
Il Nosferatu, incomprensibilmente contento di vederci, lancia un’occhiata maliziosa ai nostri eroi, colta la volo dallo scafato Arcimago, e domanda: “Posso sbrigare io la piccola formalità prima di parlare di cose importanti?”.-
Ad un cenno affermativo di Ridgell, pugnala il vecchio idiota (che ha ancora stampato sul viso un ebete sorriso ricco di aspettative), annullando con disarmante semplicità una quantità enorme di magia, e (solo dopo un’altra passatina ad asciugare il filino di bava di Ridgell), lascia cadere a terra il corpo senza vita, non dopo aver dato una leccatina all’intrigante pugnale.-
Il Nosferatu ci racconta di aver raggiunto un soddisfacente accordo con la puttana e deciso di aiutarci, ci dice, inoltre, di fare in fretta perché il mietitore è molto vicino e può percepire i nostri oggetti e controllare i nostri cavalli.-
Improvvisamente il piacevole chiacchiericcio viene interrotto dalla morbida voce da contralto di Tayga che urla, trionfante: “Zubizarreta”.-
Come un orda di lupi affamati ci lanciamo sul corpo esanime del vecchio e ormai defunto idiota, infierendo con armi e magie, fino a ridurlo ad un irriconoscibile grumo.-
Lo stesso Nosferatu inorridisce e rivaluta perplesso la bontà della sua decisione di stare dalla nostra parte….
Informata Tayga dell’accaduto, prendiamo il quarto pezzo del cristallo, che si fonde coi i tre precedenti (il Nosferatu si volta abbagliato e/o infastidito), e corriamo a prendere i nostri zaini, per poi dirigerci verso il portale segnalatoci dal mago.-
Nella piazza principale il portale, bello, sfavillante, acceso, invitante, ma evidentemente stronzo come tutti quelli che incontriamo su questo mondo di merda, appena ci vede si disattiva.-
Sentiamo tutti una voce che si sprona a passare comunque.-
Lo facciamo.-
Ci svegliamo, Apeliosprivi, senza armi, senza i nostri oggetti, coperti solo da una tunichetta di cotone, in un mondo orribilmente caldo ed umido, chiusi in una gabbia decisamente magica, con l’unica compagnia di una pergamena che immediatamente leggiamo.-
In estrema sintesi si può dire che:
La pergamena l’ha scritta la puttana;
Siamo sul continente degli elfi (diversi da Ailin, lei ha più pere);
Spero che il Master ci mandi il testo della pergamena perché la settima birra ha resettato il neurone scrivano.-
Mentre attendiamo che qualcuno venga a liberaci, Alkatel, che non ha ancora fatto la cazzata quotidiana, si guarda intorno triste e spaesato, con le grossa ditone in perenne movimento, sudatissimo e, con voce assonnata e malinconica dice: “Mi sarebbe proprio piaciuto vedere Apelios con questa graziosa tunichetta…”.

venerdì 20 giugno 2008

Alla capitale

Sulla nave l’atmosfera è un po’ tesa perché si è sparsa la voce tra i marinai, in astinenza da sei mesi almeno, che a bordo ci sono, nell’ordine:
Una bonazza con un paio di enorme tette rifatte;
Una stratopolona con un incredibile voglia di nerchia;
Un delicato e volenteroso giovane, abile nell’antica arte bolognese del risucchio perpetuo;
Due grossi omoni che, con il mefitico odore dei loro piedi e delle loro ascelle, possono anestetizzare chiunque in caso di bisogno (estrazione denti cariati, estirpazione di emorroidi doloranti, castrazione chimica, ecc.,ecc.);
Un altro, distinto, sagace, nobile, ieratico uomo che, invece, si fa i cazzi suoi.-
Tayga, stanca di rimirarsi le tette, decide inaspettatamente di fare una deviazione, con la scusa di voler parlare al re, ma in realtà solo per andare a riprendere l’anello che ha lasciato a Coito.-
Il capitano, a fronte di un breve ritocco del prezzo pattuito (un disegno a carboncino fatto da Ailin di Tayga di profilo e di Apelios da dietro), accetta e trova una comoda insenatura dove attendere i nostri eroi.-
Alkatel, ripresosi per un attimo dal torpore pressoché costante provocato dagli orrendi effluvi da lui stesso prodotti e dai quali sembra fortunatamente non immune, esclama terrorizzato ed incrociando le braccia: “Non voglio andare alla capitale”.-
Tranquillizzato Alkatel con una balla pazzesca, tipo andremo a fare una gita a Gardaland, incontriamo Coito, Dookan, Sjoreen, Micca, Topolino, Diabolik e Stanislao Moulinsky.-
Ridgell nota subito come i giorni di inattività abbiamo abbassato l’attenzione nell’esercito, a parte quella di Dookan, tenuto evidentemente in continua tensione da Sjoreen che, guarda caso, abbisogna di continui impacchi lenitivi all’articolazione mandibolo-mascellare.-
Dopo i soliti convenevoli di circostanza e una serie pressoché infinita di complimenti ed apprezzamenti sul nuovo stato fisico della reverenda figlia di Xar e dell’altra topona, Tayga stessa, di natura umile come Berlusconi, decide di congedare Dookan e il suo codazzo, per poter rimanere a parlare con il solo Coito che, ricordiamo, si chiama Ildebrando Clotilde Maria Summus Magnificus Cesare Domiziano II, figlio di Ildebrando Clotilde Maria Summus Magnificus Cesare Domiziano I.-
Alkatel, in un secondo, brevissimo, istante di pseudolucidità, esclama sempre più terrorizzato e facendo il broncio: “Non voglio andare alla capitale, ecco”.-
Una provvidenziale folata di vento lo mette a favore dell’ascella sinistra di Emon Pok e questo, per il momento, sembra sufficiente a calmare il grosso aspirante paladino.-
Rimasti soli con Coito parliamo del più e del meno, anche perché, come sempre non ci capiamo ancora un cazzo, ma decidiamo, comunque, immotivatamente permeati di un’insolita fiducia nella vita, di andare alla capitale dove, per lo meno, ci attende lo stronzissimo, ma forte ed astuto mago.-
Ritorniamo all nave e, come in un lampo, stesso tempo che occorre in media per prenderlo nel culo, arriviamo alla capitale.-
Alkatel, in un terzo momento benedetto dal barlume della ragione, esclama sempre più confuso e battendo gli enormi e maleodoranti piedoni per terra: “Non voglio andare alla capitale, non voglio, non voglio”.-
Apelios lo distrae facendogli vedere un sacchettino pieno di biglie colorate e tutto si risolve, ancora una volta, senza troppi piagnistei e tragedie.-
Qui al porto ci attende una folla di nobilotti ostentatamente festanti, capeggiata dallo stronzissimo mago in persona.-
Il deficiente, stronzo, vecchio, bavoso, lascivo, ruba bastoni, ruba spadini di drago identificati a tradimento, ex chiavatore di maghette carine, decide di dare la tipica occhiata da mago numero 4, quella dal recondito significato: “Sto per fare un sortilegio di enorme potere, preparato da tempo con incredibile dispendio di fatica, magia, denaro per convocare qui questi attori e sudore, che permetterà a tutti, se entro un cerchio di tre metri di diametro con me come centro, di essere teletrasportati con tranquillità e sicurezza nella mia dimora che, come noto, è protetta da insormontabili barriere magiche capaci perfino di occultarci al Mietitore stesso”.-
Purtroppo l’ormai senile ed impotente mago rivolge la breve occhiata ad Apelios che cerca di ritrasmettere esattamente, nei minimi dettagli e con dovizia di particolari e sfumature interpretative, tramite il sapiente utilizzo della famosa l’occhiata numero tre dell’apprendista mistico, il criptico messaggio ai suoi compagni.-
Nell’ordine gli eroi capiscono:
Tayga di aggiustarsi il corpetto perché si vedono le pere. Questo la costringe a stare ferma, così da essere teletrasportata via;
Ailin che le si vede il filo di bava che le scende sul mento mentre sta guardando le due virilissime e vergognosamente superdotate guardie del corpo del mago. Questo la costringe a stare ferma, così da essere teletrasportata via;
Alkatel che siamo nella capitale. Questo lo fa raggelare, incrociare le braccia, mettere il broncio, pestare i piedoni, comunque stare fermo così da essere teletrasportato via;
Emon Pok sviene per un ennesimo, insopportabile effluvio proveniente dalla bocca spalancata di Alkatel che esclama triste: “Non volevo andare alla capitale”. Questo gli permette di essere teletrasportato via.-
Ridgell intanto, distratto dalle due maghette, veramente fighette e carine, ne approfitta per grattarsi le balle proprio mentre il vecchio e bavoso mago lancia il potente ed arcano sortilegio.-
Più il caso che altro fa si che l’Arcimago tocchi proprio in quell’istante la daga assorbi magia che, ligia ed efficace come solo una daga sa essere, annulla il potente incantesimo del vecchiaccio e lascia un perplesso Ridgell fortunatamente non da solo (ci sono le due fighette…) sul pontile, mentre gli altri suoi compagni spariscono accompagnati da un disgustoso plop (stesso suono che è facile udire allorquando un proctologo estrae il suo enorme ditote guantato dal dolorante orifizio dello sfortunato ed esplorato paziente).-
Mentre gli altri cazzeggiano felici nella lussuosa dimora del vecchio ed avido mago da strapazzo, Ridgell deve convincere il capitano a riaccompagnarlo in un altro pontile dal quale, insieme a fighetta e fighella, raggiungere il resto della compagnia.-
Solo la grande riservatezza ed il rispetto che l’umile e saggio Arcimago ha sempre dimostrato nei confronti dell’universo femminile, mi costringono a non narrare la piacevolezza del breve ma intenso viaggio che Ridgell ha fatto con le due giovani usufruitrici di magia.-
Arrivati a destinazione il vecchio bavoso ci fa entrare e i nostri mettono a conoscenza anche l’Arcimago della missione di cui dobbiamo farci carico: uccidere un vecchio amico (compagno di studi che ha scelto la più agevole strada del mistico) dello stronzo.-
Accettiamo giulivi mentre Alkatel, ancora un po’ imbronciato, mugugna sommessamente: “Ma siamo veramente nella capitale?”.-

mercoledì 11 giugno 2008

La Cripta

Ancora scossi dall’esplosione, scendiamo nei lugubri e tortuosi tunnel con l’agghiacciante consapevolezza di non sapere dove cavolo andare e che cazzo fare.-
Fortunatamente, proprio quando stava ormai per manifestarsi in tutta la sua dannosa pericolosità l’esiziale potere del solitario neurone dell’aspirante paladino, Tayga viene contattata da Repugnant che, con i consueti sgarbatissimi ed irriverenti modi, ci invita ad un happy hour da lui tra due ore esatte.-
Emon Pok smoccola perché si accorge che uno zingarello non-morto gli ha appena fottuto il Rolex d’oro che aveva personalmente trafugato dal tesoro di famiglia, ma Tayga, fraintendendone il motivo della pena, gli dice di non preoccuparsi, perché lei è in grado di percepire il trascorrere del tempo con grande esattezza, basandosi sui ritmici peti di Alkatel.-
Emon Pok, comunque, si preoccupa lo stesso.-
Dopo tremila peti (due ore esatte, esatte…) arriviamo davanti alla porta segreta degli appartamenti di Repugnant e, furtivi e truffaldini, dopo un rapido consulto sull’opportunità di annunciarci o meno, decidiamo di socchiuderla in grande silenzio.-
Una vista tra l’agghiacciante ed il maleodorante ci coglie impreparati: Repugnant, prono su una scrivania, vestito con tutina di latex nera superaderente, calze a rete autoreggenti di nailon e frustino, sta incitando Chiappuccio a mettere più vigore nel disgustoso compito di spalmargli in zone innominabili il famigerato “Preparato H”, miracolosa pomata per le emorroidi.-
Appena il tempo per congedare l’imbarazzatissimo bibliotecario che Repugnant, ancora con le orribili ed arrossate, nonché doloranti vergogne esposte, ritrova il suo consueto aplomb, e rivolge alla reverenda figlia di Xar le seguenti, rispettose parole: “Dove cazzo vi eravate infilati, brutti stolti, non avete saputo che il Priore è stato trovato inspiegabilmente morto nella sua stanza, senza motivo apparente, mentre quella gran troia di Chijan è scomparsa, mentre “qualcuno – forse un orribile mostro” ha ucciso il delfino del priore ed altri quaranta monaci?”.-
Piacevolmente intrigati dall’avere colto sul fatto il più che pervertito abate e dal doverci in futuro preoccupare dei soli monaci rimasti, ma tutto sommato confortati dall’inaspettata astuzia dimostrata dall’ambizioso, anche se perverso Abate, preferiamo comunque non dilungarci in spiegazioni con Repugnant stesso, anche perché, a ben pensarci, non capendoci una emerita fava di quello che sta accadendo, avremmo ben poco da spiegare.-
I soliti dubbi, infatti, galleggiano solitari nelle enormi e rimbombanti vastità delle menti dei nostri eroi: chi ha ucciso il Priore? È stata Chijan? O è stato ECEACLPE? O non è morto, ma si è trasferito in un altro corpo?
Questi ed altri interessantissimi quesiti (sicuramente non le risposte…) potrete trovare sul prossimo numero di Focus Junior, in edicola tra cinque giorni.-
Lasciamo, quindi, il presuntuoso, perverso e politicamente scorretto Abate, comunque immeritatamente investito da Tayga del titolo di reggente dell’ordine, nonché, sempre per merito nostro, promosso ora anche Priore del monastero, a trastullarsi con gli insidiosi e sporgenti grappolini, e ci dirigiamo sicuri e spavaldi verso la Cripta.-
La raggiungiamo con facilità e qui Tayga, dopo essersi data un filo di rossetto, un velo di fard, un tocco di eye-liner, una ravvivata alla pettinatura, una lucidatina ai calzari, indossa la veste che per l’occasione è stata rifinita con ago e filo e meticolosamente stirata da Apelios (che ha ancora il broncio al pensiero di quanto poc’anzi visto in merito ai servigi resi da Chiappuccio al suo Abate).-
Appena messa la veste appaiono tre guardiani che pongono a Tayga le solite domande:
Chi sei?
Cosa vuoi?
Sei umile?
Ti sei fatta un bidet?
Come ti poni nei confronti della sindrome ossessivo-compulsiva da fellatio regressiva?
Tayga risponde benino alla 1 e decisamente bene alla 4 ed alla 5, e ciò è sufficiente ai guardiani, che si stanno dando di gomito e ridacchiano felici e colmi di aspettativa, per darle accesso all’enorme potere del sacro luogo.-
Tayga, la prende decisamente con umiltà e, praticamente in delirio di onnipotenza chiericomisticofigliadilettaereverendadiXargrandetopona, risana i compagni, arto dell’Arcimago compreso, riporta tutti al massimo della forma fisica e magica, cura un foruncolo sul culo di Alkatel, fa la barba ad Emon Pok, depila le gambe sue e di Ailin, fa una ceretta al petto di Ridgell, tenta di rendere più virile Apelios, ma fallisce, si ingrossa le tette, migliora l’alito dei presenti, non trovando altre ferite fa tornare vergine Ailin.-
L’Arcimago, ancora ululante dal dolore straziante al petto, cerca di riportare Tayga su questo mondo, anche perché, con la coda dell’occhio, nota un mucchietto di oggetti decisamente magici, messi lì come per caso.-
Gli stessi si rivelano, infatti, doni per noi, e precisamente:
Un’armatura di piastre con spadone bimane del peso complessivo di circa centottanta chili, adattissimo alla naturale propensione alla diplomazia di Alkatel;
Un fascia rosa da fronte, decisamente fatta per essere indossata dal mistico Apelios;
Un corpetto, forse di una misura troppo grande, subito adocchiato dalla reverenda e popputa figlia di Xar;
Una spilla raffigurante un uccello in volo. Capendone l’enorme spirito evocativo, viene lestamente accalappiata dalla bella Elfa, ora in trepidante attesa del virile eroe che saprà meritarsi la possibilità di cogliere il nuovo fiore;
Un ? (cazzo non mi ricordo) per Emon Pok;
Un libro dall’intrigante titolo “De la masturbatione. Mille ed uno metodi per provare piacere financo con una sola mano”. I soliti stronzi, facendo occhiolino, decidono di darlo all’Arcimago, nonostante la sua insolita condizione biartica.-
Capiamo, però, che potremo utilizzare tali incredibili oggetti (previo, si spera, comprensione dei loro effettivi poteri), solo quando raggiungeremo il livello del titolo.-
Felici e carichi di aspettative, mettiamo tutti gli oggetti in un altro utile manufatto, la borsa di Eta Beta, che ne permette l’occultamento, nonché l’agevole trasporto.-
A questo punto, appagati e felici, ci dirigiamo lesti e sicuri verso la nave, che ci sta aspettando da giorni al porto.-
I sapienti accordi diplomatici intessuti da Ridgell ed Apelios, che si possono riassumere più o meno in: “Io non ti brucio vivo e tu non mi infilzi come un tordo”, sembrano funzionare a meraviglia, quindi, con esasperante lentezza, la nave inizia a portarci verso la capitale.-
Tayga, ancora inebriata dal potere avuto per un momento nella Cripta, nonché sbilanciata in avanti dal non abituale peso delle enorme tette di cui è ora dotata, sbianca in viso ed esclama preoccupata: “Cazzo ragazzi, il Mietitore ci sta aspettando alla capitale”.-
Come sempre le reazioni degli eroi sono più che appropriate al loro rango ed alla loro fama: Emon Pok, Alkatel ed Apelios scappano nelle latrine; Ailin si guarda disperatamente in giro in cerca di un marinaio avvenente, perché non vuole morire vergine; Tayga se ne fotte e si specchia nell’acqua ammirandosi le pere; Ridgell anche….

lunedì 9 giugno 2008

Il Mistico

Raggiungiamo rapidamente la biblioteca dove, finalmente, riusciamo a leggere in santa pace il libro da tanto tempo agognato.-
Ovviamente l’arcano tomo contiene un altro delirante ed imperfetto arzigogolo che i nostri risolvono, però, con imbarazzante facilità, mentre l’Arcimago, ancora monoartico e per nulla stimolato da cotanta lapalissiana facilità, preferisce risolvere un “Bartezzaghi” in un angolo e poi, spronato dai subdoli ed ingrati compagni, si dedica alla ricerca del libro: “Come capire se questo cazzo di anno di merda sia, o meno, bisesto”.-
Alkatel, completamente inutile se non dannoso nella soluzione del seppur elementare indovinello, lascia il compito ai più dotati Apelios, Ailin e Tayga (Emon Pok, seppur dotatissimo, non sembra particolarmente interessato e si ritira in un angolino per fare un mosaico di caccole), e comincia con irritante continuità a rivolgere al mago offerte di aiuto nonché citazioni attinte dal suo ricco bagaglio lessicale, che suonano più o meno così: “Vuoi una mano? – Una mano lava l’altra – Chi di mano ferisce di mano perisce – Me ne lavo le mani (calcando malignamente sul plurale)”.-
Ridgell sopporta con invidiabile, adamantina e serafica calma i ripetuti tentativi di innervosirlo del mononeuronico aspirante paladino, nonché gli ultimi schizzi ossessivo-compulsivi di Tayga di proporgli stupidi giochetti che presuppongono l’utilizzo di almeno due mani e trova il libro dal quale si evince che siamo in una anno normale (per fortuna….).-
A questo punto con un oculato utilizzo del teodolite portatile che Emon Pok (riportato tramite ipnosi regressiva alla sua precedente condizione di geometra modello) porta sempre con se, identifichiamo la posizione della Cripta segreta.-
Stiamo per godere del meritato riposo, quand’ecco che un sospetto trambusto disturba le nostre orecchie meritevoli di quiete e beatitudine.-
Subito capiamo che il duello tra la troia e lo schifoso non-morto deve essersi concluso ed i più sperano in una conclusione a favore della guardiana di facilissimi costumi.-
Quando il tutto sembra calmarsi ed i nostri eroi cercano di riposarsi un po’, ecco che la porta della biblioteca si apre ed appaiono, nell’ordine:
Un mistico, dalla grandissima aura di potere, probabilmente il delfino del Priore;
Un bibliotecario, altro mistico di non sottovalutabile potere;
Repugnant, stronzo, ma sicuramente anch’esso di invidiabile potere.-
Subito, con una inaspettata sinergia intellettuale (per quelli in grado di svilupparla, ovviamente), i nostri reagiscono come un sol uomo, e cioè:
Alkatel propone di attaccarli tutti e farli prigionieri;
Tayga si sveglia;
Emon Pok smoccola perché non riesce ad estrarre l’ultima, fondamentale, caccola dal naso;
Ailin disegna una battaglia tra una triade di draghi ed un villaggio di puffi;
Apelios pensa alla prossima scadenza dei redditi;
Ridgell lancia la pozione di drago.-
Esplode mezza biblioteca ed uccidiamo due stronzi su tre (Repugnant no, cazzo…).-
Ridgell va in coma.-
Alkatel, esclamando giulivo: “Ti do una mano io”, lo prende in spalla e scende nella cripta.-
Apelios, ancora ferito e privo di magia, li segue.-
Tayga, ancor più ferita ed anch’essa priva di magia, li li segue segue .-
Ailin, che sta stranamente bene, essendosi rotta il cazzo dei puffi, li li li segue segue segue.
Emon Pok, li li li li segue segue segue segue……….

giovedì 29 maggio 2008

Il Priore

Decidiamo in fretta in quanto Tayga trova particolarmente intrigante fare da esca.-
Ailin, Apelios ed Emon Pok, stranamente silenti, appoggiano incondizionatamente l’idea, mentre Alkatel e Ridgell, decisamente più partecipi, dopo attenta ponderazione (da parte dell’Arcimago, si intende…), si convincono anch’essi della bontà della decisione della reverenda madre.-
Tayga, come promesso a Chijan, investe ufficialmente Repugnant della carica di reggente dell’ordine, tramite la benedizione del suo medaglione (benedizione che avviene nei consueti modi, ovvero tenendolo per alcune ore in posti caldi ed umidi).-
Repugnant se ne va odoroso e contento, seguito da tutti i felini del convento, ed i nostri possono finalmente attuare il piano astutissimo che prevede, nell’ordine: andare in biblioteca, dopo mezz’ora prendere il libro, scendere in un tunnel prospiciente gli appartamenti del priore, attendere fiduciosi che Chijan, avvertita la trasformazione del priore in nosferatu, arrivi e lo uccida.-
Ed infatti andiamo in biblioteca dove Ailin, Apelios ed Emon Pok fanno la conta per chi deve prendere il libro; vince, barando stupidamente, Apelios che, irrorato da infondato ottimismo, tocca il libro e va immediatamente in coma, costringendo Tayga a consumare tutta la sua magia per mantenerlo in vita.-
A questo punto accade l’inimmaginabile: Alkatel, con sguardo truffaldino, alza il suo enorme ditone e noi ci rassegniamo a sentirlo sillabare la frase che tutti temono di udire e che spesso è fonte di orrendi incubi notturni.-
Del tutto inaspettatamente, invece, dal normalmente malusato orifizio fuoriesce l’innocente domanda: “Pina Colada?”.-
Con un grosso sospirone di sollievo, lo mandiamo tutti a cagare, e torniamo a preoccuparci dell’attuazione dell’infallibile piano.-
Ailin rimane con l’inutile Apelios di guardia alla porta segreta, mentre gli altri scendono verso il lugubre tunnel, onde poter aprire il misterioso libro.-
Arriviamo, Tayga si mette la veste e, finalmente, apre il libro.-
Il priore appare nella sua consueta, sfavillante, normalissima, veste di … priore ….
Un po’ attapirati i quanto nosferatulesi, cominciamo così un interminabile duello dialettico-semantico con il priore che, per brevità, potremmo così riassumere: Il priore ci dice che i guardiani sono degli stronzi, che lui ed il suo padrone vogliono solo ritornare nel loro mondo, che solo lui può tenere a bada il mietitore, che è suo interesse allearsi con noi per portare a termine ciò che un interesse comune, che è da vedere, tra l’altro, se Chijan sia realmente in grado di ucciderlo.-
Mentre accade tutto ciò ci rendiamo conto di due cose, una marginale, l’altra di importanza sesquipedale.-
Quella marginale è che ai margini della grotta nella quale ci troviamo c’è (e forse c’è sempre stata) Chijan, in versione superfiga guerriera e tostissima.-
Quella di importanza sesquipedale è che, con tutto questo trambusto, Tayga, che ha per l’occasione indossato la sacra veste di Xar, non ha ancora provveduto a sanare l’arto leso di Ridgell.-
Chijan ci dice di andarcene e noi, tutto sommato, riteniamo degno di essere preso in considerazione tale suggerimento……..

martedì 20 maggio 2008

CHIJAN

Torniamo rapidi e furtivi nelle nostre stanze del monastero. Ridgell, visibilmente scosso dal non poter scaccolarsi e grattarsi contemporaneamente il culo, attività nella quale era imbattibile un suo ambidestrissimo amico della vita passata, percorre silenzioso e mesto il per lui interminabile tragitto mentre Tayga, evidentemente regredita ad una fase infantile-ossessivo-compulsiva, continua a proporgli stupidi giochetti che presuppongono l’utilizzo di almeno due mani.-
Quando stanno per esplodere definitivamente i coglioni al povero Arcimago (ed un attento osservatore l’avrebbe senz’altro capito dal fatto che con l’unica mano cerca disperatamente di recuperare la pozione di drago…), ecco che appare l’ennesimo chierico-lacchè, amico di Chiappuccio, che ci dice che l’Abate potrà riceverci in giornata.-
Apelios rilassato come un turista alle terme si Saturnia, Alkatel, Ailin e Tayga, sbattendosene allegramente gli zebedei della condizione monoartica dell’Arcimago, passano la giornata in giocosa e spensierata letizia, mangiando e bevendo quantità spropositate di alcool e cibo e gozzovigliando a più non posso.-
Solo Emon Pok, solidale con lo sfortunato evocato, rinuncia agli smodati baccanali e, cupo e solitario, passa il resto del tempo a fare una gara di peti rumorosi e maleodoranti con l’aiuto cuoco del convento.-
Finalmente Repugnant ci riceve e, con ghigno satanico, manifesta la sua completa ed abbacinante inutilità dicendo che non è in grado di rigenerare l’arto carbonizzato di Ridgell.-
Lo salva da sicura esecuzione da pozione solo il tempestivo chiarimento che Tayga, in quanto guaritrice, se dotata di veste o se permeata del potere della Cripta, potrà sicuramente far ricrescere all’Arcimago quanto attualmente di ridotte dimensioni (non vale neanche la pena di insistere sul doppio senso, vi lascio liberi di sfogarvi secondo necessità ed in base alla vostra fantasia, normalmente proporzionale al numero dei neuroni. Infatti Alkatel non ride…).-
Ridgell accetta eroicamente di attendere il momento giusto per la rigenerazione in quanto farlo adesso potrebbe essere percepito dal Priore Nosferatu.-
Tayga gli da un contentino confidandogli che l’utile sortilegio comporta anche la necessità di tenere l’arto da rigenerare a contatto del posto più caldo ed umido del guaritore.-
Alkatel, incredibilmente, questa volta capisce e, fischiettando, comincia a raccontare come pochi giorni prima, mentre stava pisciando, un cane affamato gli abbia, ecc., ecc., ecc.,…..
Quando ormai Ridgell pensa che peggio di così non possa andare, arriva un altro chierico-simil-checca-servile per annunciare in gran segreto all’Abate che sta arrivando la guardiana Chijan e che domani mattina officerà una cerimonia nel monastero.-
Così accade: Chijan, come sempre bella nel corpo e troia nella mente, spara un sacco di cazzate, solo per spaventare qualche chierico di mente debole ed insicuro, e, tirandosela all’infinito, in serata finalmente ci riceve.-
Anche lei manifesta la sua completa ed abbacinante inutilità dicendo che non è in grado di rigenerare l’arto carbonizzato di Ridgell.-
Spara poi altre inutilità tipo che il Nosferatu, essendo anche umano ed evocato, sicuramente ha perso gran parte del potere venendo su questo mondo di merda e, quindi, possiamo: 1) sbattercene, 2) fare da esca, 3) affrontarlo nella Cripta dove noi siamo più tosti.-
Tayga, in trance, esclama le profetiche parole: “La seconda che hai detto”.-
A, dimenticavo, ci dice che il Mietitore è sempre più vicino e che Tayga farebbe bene a dare ampia delega a Repugnant in relazione all’ordine dei chierici.-
Unica consolazione: mi ha chiamato Arcimago davanti all’inutile e ripugnante coglione…..

martedì 29 aprile 2008

Repugnant

Ormai calato perfettamente nella parte dell’amicone, l’abate Repugnant, dopo averci raccontato dell’utile sortilegio scova-vocazioni celato in un libro della biblioteca, ci spiega anche come fare per prenderlo, leggerlo, capirlo, utilizzarlo, nonché fargli quella antica ma sempre valida salva copertina con la carta plastificata che andava tanti anni fa.-
Promette poi, con sollievo di Apelios, di affidarci alla guida dell’aiuto bibliotecario, che chiameremo d’ora in poi, per comodità, Chiappuccio, affinché ci siano svelati tutti gli anfratti ed i più nascosti luoghi del monastero.-
Dopo una piacevole gita, interrotta solo dagli infrattamenti dei tesorucci e quattro tappe pipì per Tayga ed Ailin, ritorniamo negli appartamenti di Repugnant per stabilire il diabolico piano.-
Non facciamo neanche in tempo a raccontare all’abate che noi eravamo presenti all’evento dell’anno, l’incoronazione di Coito II, che l’astuto prelato, seppur roso da visibilissima invidia, da abile stratega qual è, riesce a mettercelo nel culo convincendoci dell’assoluta necessità di ritornare a curiosare nelle pericolosissime prigioni da noi abilmente scovate.-
Accettiamo, come sempre, permeati da insano ed immotivato entusiasmo e sprezzo del pericolo.-
La mattina dopo, carichi di incantesimi ed armi, partiamo in direzione prigioni, lasciando ancora una volta un soddisfatto e giulivo, ma mai pago Apelios in compagnia di Chiappuccio…..
Emon Pok, stranamente più magro, con meno capelli del solito, ma sempre mancino, si mette subito alla guida della compagnia e ci porta, forse più per culo che altro, in un battibaleno in prossimità delle prigioni.-
L’astuto sicario riesce ad evitare con abilità tutte le insidiosissime trappole (nessuno ha il coraggio di dirgli che è solo perché non ce ne sono) e le guardie appostate negli angoli più bui (idem).-
Arrivati alle prigioni Tayga, sfoggiando competenza e magia come una adolescente al ballo di inizio estate, rileva all’interno alcune forme di vita, che riporteremo con dovizia di particolari nell’elenco sottostante:
Umano vivo;
Umano gemente quasi morto;
Umano gemente quasi morto, ma talmente quasi morto che non dovrebbe essere vivo;
Umano gemente quasi morto ma talmente quasi morto che non dovrebbe essere vivo, legato ad una sedia;
Umano trasformato in bestia, ma legato, vicino all’umano gemente quasi morto ma talmente quasi morto che non dovrebbe essere vivo, legato ad una sedia;
Umano trasformato in bestia;
Non morto del III tipo (ci perdoni ET).-
Dopo varie peripezie caratterizzate dal coraggio di Emon Pok, dall’audacia di Alkatel, dalla magia di Tayga e Ailin, Ridgell, dopo aver ucciso un monaco marchiato dal non-morto del III tipo, riesce a carbonizzarsi una mano per aprire una porta, poi abbattuta a spallate da Alkatel.-
Troviamo qui gli umani sopra descritti, ma ce ne facciamo beffe, anche perché una voce inquietante ci pone i grandi quesiti del mondo contemporaneo: “Chi siete, cosa fate qui, perché?”.-
Sbagliamo la risposta, dimezzando così il montepremi e, per non rischiare, decidiamo di tornare da Repugnant e raccontargli il tutto.-
Ridgell preoccupa tutti insinuando il dubbio che Repugnant sia ben altro di quel che appare.-
Emon Pok stupisce tutti capendo che la stanza nella quale ci troviamo è proprio il luogo che ci serve per leggere il libro senza essere rilevati.-
Ridgell, stanco e depresso, e un po’ incazzato per non esserci arrivato anch’esso, utilizza i carboncini che ha al posto delle dita per disegnare porcherie sui muri dei cessi……

martedì 22 aprile 2008

L'idea

Incredibile, ma vero!
Dopo l’ideona, nelle varie versioni, l’ideina e l’ideuccia, finalmente l’idea.-
L’idea, che scriveremo umilmente con la i minuscola, consiste semplicemente nel continuare ad ispezionare i tunnel, per cercare altri indizi utili alla bisogna.-
Corroborati da tale incredibile lampo di geniale creatività, troviamo effettivamente altri passaggi segreti, che Emon Pok apre con irrisoria facilità, ed una serie di locali che, dopo attenta analisi, reputiamo essere una prigione.-
Seppur orfana dell’astuto consigliere Apelios, che ha preferito rimanere nella biblioteca a trastullarsi con il suo amico bibliotecario, Tayga prende in mano la situazione e, in men che non si dica, riusciamo a farci un’idea abbastanza precisa di quante persone siano presenti nella prigione, ma soprattutto riusciamo a formare due squadre: guardie e prigionieri.-
Il cauto e pacato Ridgell propone subito una sortita per uccidere tutte le guardie, meno una da interrogare torturandola in modo atroce e catartico, nonché liberare i prigionieri, ritenendoli fonte di probabili utili informazioni.-
Tayga, invece, nell’algida versione calcolatore elettronico, sapientemente consigliata da Ailin che fa le veci di Apelios, decide di tornare al monastero per incontrare l’Abate.-
Quando ormai sta sorgendo in voi l’atroce sospetto che io mi stia dimenticando del non-morto dall’aura strana, mai sentita prima, potentissima, irrimescolabile, da non pensare nemmeno di cercare di combatterlo, che fa cagare addosso tutti (anche Apelios, per simpatia, creando grande imbarazzo nel giovane bibliotecario…), ecc., ecco che, invece, me ne ricordo!
Torniamo nel monastero, raccontiamo tutto ad Apelios che sta ancora lavando per terra, poi andiamo a dormire.-
Non prima, però, di esserci fatti beccare come marmocchi con le mani nella marmellata dal Priore, l’Abate ed una altro mistico, quasi certamente un fidato del Priore.-
Scorre tra noi ed il Priore uno strano sguardo che può significare solo due cose: o ne vuole da noi, o ci siamo già visti da qualche parte.-
Andiamo nelle camere e, dopo appena quattro ore, arriva a svegliarci quel rompiballe mai goduto, presuntuoso, arrogante, invidioso, sifilitico, antipatico, comunista, fortitudino, milanista, trombato perpetuo dell’Abate.-
L’Abate, il cui nome per semplicità trasformeremo in Repugnant, deve la sua bonomia al fatto che è stato trombato qui dal Priore e nel mondo da Tayga.-
Trasudando invidia da tutti i pori ci racconta che due giovani gonzi sono apparsi, come tarantolati, per informare il Priore, che in quel momento era con lui, del fatto che alcuni umani stavano tranquillamente passeggiando nei tunnel pieni di non-morti.-
Il Priore, evidentemente grande giocatore di poker, non fa una piega, e congeda i due gonzi con uno sguardo che non promette niente di buono.-
A questo punto il devoto Arcimago, stanco dell’atteggiamento strafottente di Repugnant nei confronti della devota figlia di Xar, utilizza tutte le sue carismatiche doti di comunicatore e, con gentile fermezza, rivolge all’Abate queste precise ed indimenticabili parole: “Senti stronzo, o ti rivolgi alla devota figlia di Xar con il rispetto che Le è dovuto, o ti taglio gli inutili ammennicoli ormai atrofici e pendenti e te li faccio mangiare”.-
Per nulla intimorito Repugnant inizia, probabilmente per sua scelta, ad essere più gentile e collaborativo e ci rende partecipe di alcune interessanti cosette sul Priore, non ultima il sospetto che possa essere lui il non-morto irrimescolabile.-
Ci racconta anche di un utile sortilegio scova-vocazioni celato in un libro della biblioteca…

mercoledì 16 aprile 2008

L'ideuccia

Quindi, tutti d’accordo, scendiamo cauti e furtivi, nel corridoio blu!
Il corridoio, peraltro non è affatto blu se non nell’immaginazione della cartografa ufficiale Ailin, si rivela, come tutti i corridoi, buio, pericoloso, tortuoso, umido, infestato di non morti ma, a differenza di altri, con presenza di umani.-
Subito l’Arcimago, capendo la stranezza della presenza di umani che scorrazzano liberamente in un luogo infestato di non-morti, propone di cercare di contattarli per avere qualche informazione.-
Ailin, Alkatel, Emon Pok e Tayga se ne fottono.-
Apelios, invece, recependo con tempestività l’arguto consiglio di Ridgell, spaventa gli umani con la sua voce da mistico (oggi nella versione piacevolmente timbrata di Nando Gazzolo), fanculando allegramente la proposta del volenteroso evocato.-
Procediamo, quindi, verso la fine del tunnel, bloccato ricorderete, da un ammasso di macerie sulle quali è posto, in bella vista, un cartello con la seguente scritta:

“Ammasso di macerie sapientemente posto con lo scopo di creare un invalicabile ostacolo per la bestia, di grandi dimensioni, posta al di là della barriera stessa.
Non rimuovere per nessun motivo!”.-
Subito Ailin propone di rimuovere l’ammasso di macerie, onde liberare la pericolosissima bestia.-
Fortunatamente viene immediatamente zittita mentre il bravo e diligente Arcimago, forse l’unico in grado di ragionare in situazioni di stress, spiega ai confusi compagni che, viste le dimensioni del tunnel dal quale siamo arrivati, chiaramente insufficienti al passaggio di una ipotetica grossa bestia, se qualcuno si è preso la briga di isolarla con l’ammasso di macerie, è probabilmente per impedirle di accedere a qualche altro passaggio, forse segreto, a noi sfuggito.-
Nell’immotivato disinteresse generale ispezioniamo comunque la grotta prospiciente l’ammasso di macerie e, guarda caso, troviamo un passaggio segreto che sfocia in un tunnel che riconosciamo come la superstrada Monastero à Porto.-
Dopo un’altra utile discussione su come passare inosservati in mezzo ai non morti, agli strani umani ed altro, decidiamo, sempre su consiglio del prudente Arcimago di sbattercene allegramente e proseguire in direzione porto.-
Arriviamo, che due palle, di fronte ad una parete che si rivela, anch’essa, con un insospettabile colpo di scena, un passaggio segreto.-
Apelios e Ridgell (più Apelios in verità), unici ad essere stati al porto, ricordano dei grandi capannoni dove sono sicuramente acquartierate le truppe dell’esercito della cittadella.-
Ridgell propone di andare a vedere, passando spavaldamente dal passaggio nelle camerate, spacciandosi per chierici vogliosi di prestare i propri servigi agli eventuali, e probabili, soldati afflitti da qualche malanno.-
Evidentemente l’Arcimago oggi ha il carisma di Veltroni, infatti, ancora una volta, non lo caga nessuno e, immancabile come l’ennesima sconfitta della Fortitudo, ad Alkatel viene un’ideuccia.-
Il grosso e mononeuronico aspirante paladino, forte di una dispensa di tattica militare avuta in cambio di non ben precisate prestazioni da Apelios, propone di tornare nelle cucine, prendere un barile da ottanta litri di olio, ritornare qui, irrompere nelle camerate, versare l’olio, dare fuoco a tutto, far lanciare agli usufruitori di magia fulmini e tempeste a destra e manca, fare scappare tutti e cento i soldati in preda al panico e prendere possesso del porto.-
Lo mandiamo a cagare e ci mettiamo a pensare cosa fare……

mercoledì 9 aprile 2008

L'ideina

Sotto gli occhi esterrefatti dei quattro poveretti, cerchiamo così inutilmente di decidere se l’ideona sia veramente realizzabile.-
Impregnati di buon senso divino, Tayga ed il mistico, nonostante un ultimo disilluso, ma goffo tentativo del paladino di perorare la fattibilità dell’ideona, sapientemente corroborata da strani pezzi di focaccia impregnata di essenze all’odorato ed al gusto assai invitanti (Emon Pok e i due evocati, ovviamente, se ne sbattono), decidono infine di non rischiare la vita dei valorosi soldati di Coito e, seppur a malincuore, ordinano alla compagnia di ritornare verso la biblioteca.-
Non prima, però, di aver concepito un piano accurato, studiato fin nei più piccoli dettagli, finalizzato al sicuro recupero del cristallo in tempi brevissimi e senza mettere a repentaglio l’incolumità dei nostri eroi.-
Nessun problema; i più portati alla strategia iniziano subito, attingendo al piccolo florilegio del grande condottiero, ad eiaculare ideine, ideuzze, ideuncole, fortunatamente nessuna ideona.-
Tayga e Ridgell, menti capaci ma momentaneamente in stand-by, cercano di disegnare un diagramma di flusso che, a ritroso, porti a concepire il piano suddetto.-
Dalla fine, in ordine decrescente, scrivono le seguenti parole: cristallo, Cripta, libro, sequenza, cripta, biblioteca, tunnel, capanna dei pescatori.-
Poi, orgogliosissimi della loro trovata, si siedono soddisfatti ed appagati.-
Basta uno sguardo alle espressioni sbigottite dei compagni, per capire che il loro enorme sforzo intellettuale non serve ad un cazzo e, mandati prontamente tutti quanti a cagare, per sfogarsi vanno a fare a pezzi un enorme ed antico manufatto, nerastro e di forma stranamente ovoidale, che si era misteriosamente materializzato nei dintorni.-
Aiutano, come sempre in tali occasioni, alcuni folletti reclutati in loco, tali Nikky e Luccry, volenterosi ma completamente inutili, anzi dannosi, specialmente l’imbronciato Nikky che sembra non gradire l’odore dell’arcano ovoide.-
Emon Pok, stranamente taciturno, si sciacqua gli zebedei traendone immenso e duraturo godimento.-
Apelios prova ad imbastire un canovaccio di ragionamento, ma fortunatamente desiste prima di sovraccaricare l’organo deputato a tale, per lui, improbo compito.
Alkatel, ancora imbronciato dalla bocciatura dell’ideona, si lascia andare a scene che non vorremmo mai vedere: prima inscena una finta crisi isterica, con tanto di lacrime e peti finti (ma addirittura più puzzolenti di quelli veri), poi prova con un bieco pietismo a far cambiare idea al destino, secondo lui ingiusto e beffardo, infine, subdolamente come solo un bigotto aspirante paladino cattocomunista può essere, inoltra una denuncia di mobbing al quale ritiene di essere sottoposto dalle divinità attualmente in carica.-
Quando ormai la situazione sembrava irrimediabilmente compromessa, Ailin, paziente come solo una donna mestruata con il mal di denti un eczema il perizoma che ha fatto infezione tre figli a casa con la diarrea ed il marito a giocare a bigliardo con gli amici, può essere, prende in mano la situazione e comincia a disegnare decine e decine di tunnel, budelli, rii, scarpate, scogliere, fortini, barche, monasteri, cripte (con c iniziali di non meno di dieci diverse dimensioni), biblioteche, stanze, pescatori….
Subito Alkatel, credendo che Ailin stia distribuendo le carte per giocare a mercante in fiera, cessa di essere imbronciato e, con la consueta bonomia, che costa la sublussazione della spalla ad Apelios ed Emon Pok, inizia a fare l’asta per le prime tre figure.-
Sono il tunnel ancora inesplorato, il libro e Ridgell…….

mercoledì 12 marzo 2008

L'ideona

Bene, nella biblioteca i nostri continuano imperterriti ad apparire ancora più confusi, se possibile, di quanto già apparissero prima.-
Dopo lunga, noiosissima, sterile e sofferta discussione, decidono di andare a prendere tutto l’armamentario, con relativi zaini da viaggio ed addentellati, e di recarsi così conciati, credendosi comunque rapidi, furtivi e poco appariscenti, nella solita, squallida e per niente ispirante biblioteca.-
Altra interminabile discussione per decidere se andare direttamente nella biblioteca percorrendo un breve tragitto di trenta metri attraverso il tempio, o fare un lungo giro di tre chilometri esterno, con la sola, improbabile speranza di incontrare meno persone che possano chiederci che cazzo stiamo facendo bardati come un commando la notte della liberazione degli ostaggi di Entebbe.-
Considerato che il solo Alkatel ha con se non meno di centotrenta chili di armatura e similari e lo zaino di Emon Pok sembra quello di Babbo Natale, per non parlare dell’odore delle bende di Apelios e delle sempiterne pere di Ailin, dopo appena tre metri veniamo fermati da un gruppetto di quattro guardie che, seppur ossequiose, ci chiedono con fermezza dove pensavamo di andare così conciati.-
Immediatamente ad Alkatel si ferma la salivazione e comincia a balbettare confuse e deliranti spiegazioni tipo: “Stiamo andando in biblioteca a fare un picnic, cioè no pensavamo di fare un giro fuori per raccogliere alcuni funghi allucinogeni, anzi stiamo facendo una gara a chi fa il peto da sforzo più grande…”.-
Quando la situazione sta per virare dall’imbarazzo (dai peti che sta effettivamente producendo per rendere più verosimile la spaventosa versione dei fatti) alla tragedia, l’annoiato Arcimago, con tatto e credibilità, spiega alla guardie che stiamo semplicemente andando in biblioteca ma, onde tutelare i nostri preziosi averi, frutto di anni di sacrifici e studi, visti i brutti ceffi che girano nell’interno della cittadella, preferiamo portarli con noi.-
Le guardie, confortate da tale credibile spiegazione, ma soprattutto semiavvelenate dai peti e dagli effluvi provocati dall’abbondante sudorazione da stress dell’enorme e goffo paladino, salutano con virile cipiglio militaresco, ed i nostri possono finalmente tornare a frantumarsi i marroni nella biblioteca.-
Qui, dopo terza ed esiziale discussione, decidiamo di tornare ad ispezionare il primo tunnel della cripta (da non confondersi con la Cripta).-
Lanciamo non meno di ottanta utili sortilegi, che ci rendono immuni da non-morti, frecce, orticaria, gatti (non si sa mai), ragadi anali, varicella, poi partiamo in fila indiana, come un’allegra comitiva di boy scout entusiasti e dementi alla prova di fine corso per essere promossi da lupetto rincoglionito a pantera sdentata ma felice.-
Troviamo degli scheletri che, solo per farci dispetto, non si animano neanche quando usiamo il loro pelatissimo cranio per una simpatica partitella a calcetto.-
Squadre: Tayga in porta, Ridgell ed Apelios contro Ailin in porta, Emon Pok ed Alkatel.-
Subito il paladino, forte dei suoi centoventi chili addizionati dagli altri centotrenta di armatura, mette in crisi i forti e leali avversari che, in due, non raggiungono la metà del peso dell’enorme attaccante.-
Emon Pok, si dimostra, invece, un ottimo regista e, con parole semplici e ben scandite, telecomanda Alkatel verso la porta avversaria.-
Quando ormai tutti pensano che la partita per la squadra di Tayga non possa che finire come è finita per l’Inter ieri sera, ecco che l’Arcimago, non visto dagli arbitri (anche perché non ci sono), estrae rapidamente la sua daga magica e, con lestezza e disinvoltura, buca il pall cioè il teschio, ponendo così fine all’accesa tenzone.-
Dopo le docce negli spogliatoi (purtroppo divisi), a controcampo ed al processo del lunedì verranno rilasciate pesanti dichiarazioni dall’allenatore della squadra di Ailin, fortunatamente non supportate da prove.-
Tutto finirà in una bolla di sapone, con i tifosi ed alcuni deliranti supporter che portano in trionfo Tayga, Ridgell ed Apelios che, in verità, non gioca benissimo, ma è dotato di una finta naturale di fondoschiena che in più occasioni, ha messo in difficoltà gli avversari.-
Percorriamo così il lungo tunnel, senza altri problemi, fino ad arrivare ad una botola che, ci rendiamo subito conto, porta ad una squallida stamberga, abitata da quattro poveretti, beatamente addormentati.-
Ridgell si offre di salire per primo, addormenta uno dei quattro e, puntando una lama alla gola di un altro, cerca di far capire che non vogliamo fare loro del male.-
Qualcuno potrebbe obiettare che tenere una lama contro la gola non è proprio il metodo più efficace per avvalorare la tesi del non voler fare del male; però funziona!
Quando stiamo ormai per intavolare la quarta, terribile, discussione della serata, ecco la frase che tutti, non solo noi, non vorremmo mai sentire, soprattutto se pronunciata da lui.-
Alkatel, con la fronte corrugata dallo sforzo, salivazione semiazzerata, parziale perdita della sensibilità delle estremità degli arti inferiori e superiori, sudorazione abnorme, pupille in midriasi, voce da soprano, dice:

“Fermi tutti mi è venuta un’ideona”.-

Ora, ricordando la pericolosità di una semplice idea, al pensiero di un’ideona:
Ailin va in menopausa isterica;
Apelios torna virile;
Tayga sviene;
Emon Pok perde la fede e decide di ritornare a fare il sicario;
Ridgell assume subito il sicario per un lavoretto in loco…..
Ora, è bene ricordare che a volte l’imponderabile e l’improbabile (fratelli tra loro e parenti almeno di primo grado dell’impossibile), per motivi che sfuggono ai comuni mortali, ma in questo caso anche agli dei, decidono di farsi beffe delle più elementari leggi naturali, fisiche e statistiche.-
Voi sapete, per esempio, che da due genitori bianchi può nascere un figlio nero.-
Sapete anche che, essendoci una probabilità su un miliardo, tale circostanza provoca normalmente nel padre l’immotivata ma immediata fuoriuscita di nuovi epiteti, in molti casi anche dotati di una certa fantasiosa ruvidità, nei confronti dell’incolpevole madre.-
Bene, nonostante la probabilità fosse la medesima dell’esempio poc’anzi accennato, comincia a serpeggiare negli allibiti cervelli (a differenza di quello del paladino, plurineuronici) dei nostri la fastidiosa ed inconsueta sensazione che l’ideona di Alkatel abbia un barlume di possibile attinenza con la realtà.-
Il posseduto (non c’è altra spiegazione) paladino, per farla breve, propone di far passare una parte dell’esercito di Clodian per questo oscuro e segretissimo tunnel, onde assalire dall’interno la cittadella e creare un diversivo che ci permetta di leggere quel cazzo di libro e scoprire dove sia la Cripta.-
Purtroppo, puntuale come una diarrea alla prima di un concerto di Uto Ughi (magari accompagnato da un celebre organista), arriva l’ennesima, sterile, non proficua, faziosa discussione.-
Sotto gli occhi esterrefatti dei quattro poveretti, cerchiamo così inutilmente di decidere se l’ideona sia veramente realizzabile.-
Rooonff.-
Buona Pasqua.-

lunedì 10 marzo 2008

Intrighi

Bene, nella biblioteca i nostri continuano ad apparire sempre più confusi.-
Visto che le precedenti e catastrofiche peregrinazioni nei due lugubri ed infestati tunnel hanno causato quasi la morte di alcuni compagni, Tayga, dimostrando sbarazzine doti di leadership, cautela e lungimiranza, propone immediatamente di tornare ad ispezionare il più pericoloso, ovvero quello che è costato ad Emon Pok una gamba.-
Tutti (inspiegabilmente anche il mezzo Emon Pok) accettano con entusiasmo la nuova pericolosissima avventura, tanto che anche il tanto austero quanto giusto mistico, in un eccesso di trasporto, pensando agli esiziali non-morti presenti nel sottosuolo, pronuncia la frase che tutti vorremmo sentirci dire: “Tayga, tira fuori il simbolo dalle mutande”.-
Tayga, ingenua come una soffice ed immacolata coltre di tardiva neve di primavera (per i più scafati Cfr. “Effetto neve”), estroflette l’odoroso simbolo e, forte della sua fede e del suo odore, si incammina seguita dai semianestetizzati compagni, nell’oscuro tunnel prescelto alla bisogna.-
In effetti i non-morti, incantati, stupiti o forse spaventati da tale nuovo e persistente afrore, si fanno di nebbia, mentre del tutto inaspettatamente, i nostri si trovano seguiti da tutti i gatti randagi delle catacombe.-
Tayga, in versione rivisitata del pifferaio magico, procede spavalda nella direzione consigliata dall’Arcimago e, entro breve, troviamo la fine del tunnel.-
Non sarebbe davvero la fine del tunnel, ma una tonnellata di macigni ne creano lo stesso, inquietante effetto.-
Decidiamo che, tutto sommato, come ultima chance, potrebbe essere una via di fuga per il porto e, soddisfatti ed assordati dagli incessanti miagolii, torniamo nella biblioteca.-
Ad un certo punto, con ormai i testicoli completamente frantumati dall’orda di gatti festanti, decidiamo che preferiremmo combattere contro i non-morti e, a fatica, convinciamo Tayga a riporre nell’innominabile, umido ed odoroso nascondiglio l’ormai ammorbato simbolo.-
Purtroppo non avevamo fatto i conti con un’altra, altrettanto terribile ma decisamente meno intrigante fonte di afrore: i piedi di Alkatel!
I gatti, infatti, già irretiti dal precedente ed irresistibile aroma, continuano imperterriti a seguirci miagolando felici e carichi di aspettativa.-
Quando ormai l’Arcimago si vede costretto a sacrificare una preziosissima pergamena contenente un utile e catartico sortilegio (palla di fuoco), l’altro evocato, non si sa perché intenerita dagli incessanti miagolii, lancia una creazione spettrale consistente in una enorme forma di parmigiano che, rotolando languidamente via, riesce a sbarazzarci dell’orribile orda felina.-
Liberi e felici, torniamo in biblioteca, poi nelle nostre camere dove l’Arcimago, come prima cosa, bacia il suo libro degli incantesimi, mentre Apelios preferisce baciare ben altro…
Nel tempo libero l’Arcimago trova il modo di farsi abbindolare da un troione di alto bordo che porta lui e il mistico (triste perché è saltato l’aperitivo post-coitale con l’aiuto bibliotecario) al porto, pensando di farli cadere in un tranello escogitato da un furbo corsaro, tale Figldiputt.-
Ridgell ed Apelios, ovviamente, non cascano del fanciullesco tranello (che sarebbe stato più che sufficiente per Alkatel ed Emon Pok) e ritornano dai compagni per raccontare loro l’accaduto.-
Finalmente Apelios riesce ad rincontrare il suo nuovo amichetto che, guarda caso, racconta al deliziato mistico che il corsaro che potrà portarli, in caso di bisogno, velocemente via dalla cittadella è un tale Figldiputt.-
Moderatamente stupiti, i nostri si recano nuovamente dal corsaro e, dopo un veloce scambio di complimenti e convenevoli (il più gentile di Ridgell è: “Lurida merdaccia se provi nuovamente a minacciarmi con quattro miserrime balestre, riduco la tua barchetta ad un troncone bruciacchiato semigalleggiante”), Figldiputt, che finge di non essere intimorito, ma comincia a sudare e sentire odore di bruciato, fissa un prezzo sproporzionato per il passaggio.-
Ridgell, come sempre splendido, accetta senza fiatare.-
D’altronde i soldi, non fanno la felicità; la comprano!

lunedì 3 marzo 2008

La biblioteca

Bene, nella biblioteca i nostri appaiono decisamente un po’ confusi.-
Tayga, praticamente in stato catatonico, balbetta incessantemente una insopportabile litania: “Io non capisco, ma cosa dobbiamo fare, chi siamo, perché siamo qui in biblioteca, quali libri dobbiamo guardare, dove dobbiamo andare poi, chi mi sta toccando il culo?” e dozzine di altri quesiti ai quali non è effettivamente semplicissimo dare una risposta (a parte l’ultimo).-
Ridgell, resosi conto di non avere con se l’amato libro degli incantesimi, mette il broncio e va a bestemmiare tutti gli dei che conosce (e sono veramente tanti, credetemi…), estraniandosi completamente dalle noiosissime cazzate che stanno facendo gli altri.-
Alkatel ed Emon Pok intavolano una discussione, se così può essere chiamata, centrata su se siano più arrapanti le pere di Ailin o il fondoschiena di Tayga.-
Apelios cerca di toccare il culo al giovane bibliotecario, che non nasconde adoranti sguardi di complicità e simpatia nei confronti del mistico.-
L’approccio frutta ad Apelios una promessa d’amore, un preservativo alla fragola e l’indicazione di una cripta segreta, dove poter studiare ancora i misteriosi testi trovati nella biblioteca.-
L’unica che cerca di guadagnare la pagnotta è Ailin; l’ottimo evocato, infatti, trovata una pergamena contenente una criptica scritta riguardante una chiave eterna e perpetua, cerca di decifrare l’arcano scritto, incurante delle lamentele dei compagni.-
Dopo un po’, visto l’impegno dell’elfa, anche Tayga e l’Arcimago si dedicano alla misteriosa scrittura.-
Alkatel ed Emon Pok, consci dell’inutilità della loro presenza in tal contesto, decidono di andare a perlustrare uno dei due oscuri corridoi presenti nella cripta.-
Li accompagna il mistico, con sguardo adorante e incedere sculettante, sicuro di non poter concentrarsi sulla decriptazione, ma propenso ad una nuova depilazione.-
I tre vengono assaliti da orribili non-morti che si fanno beffe delle armi di Alkatel, della magia del mistico e della rapidità del sicario.-
Tornano nella biblioteca dove Ailin, Tayga e Ridgell non sono riusciti ancora a decifrare l’oscura pergamena che, tra l’altro, sembra scritta da un bambino demente sotto gli effetti digestivi causati da una chilo di trippa, animelle ed anguille marinate.-
Subito il mistico, non pago della figura di merda fatta con i non-morti, esclama, facendo lo sborone: “La decifro iooooooooooo la pergamena”.-
Ridgell gli da la pergamena ed il mistico, nonostante una serie di peti isterici da sforzo, non può che arrendersi all’evidenza della sua incapacità.-
Quando anche Alkatel cerca di fornire una chiave di lettura del misterioso quesito, all’Arcimago scende definitivamente la catena: dimentica per un attimo il dolore provocato dalla separazione dal suo amato libro degli incantesimi, prende la pergamena e, con disarmante, semplicità, trova subito la chiave di lettura da tanti anni celata.-
Non pago, l’Arcimago si offre volontario per andare a perlustrare l’altro oscuro corridoio, sicuramente altrettanto pregno di pericoli semiletali.-
Il sicario si offre di accompagnare l’Arcimago.-
Subito appare uno spettro che lancia la sua magia di terrore ultraterreno.-
L’Arcimago, solido come una roccia, distrugge con un incantesimo il non-morto, mentre il giovane, inesperto e gonzo sicario, in preda ad un terrore ingovernabile, comincia ad urlare e correre lungo il buio corridoio.-
Fortunatamente cade in una profondissima buca dove si rompe una gamba e sviene.-
L’Arcimago, decisamente incazzato, raggiunge il grosso gonzo, uccide un altro pericoloso non-morto, protegge il sicario con una ragnatela, torna dagli altri, li riconduce da Emon Pok e, finalmente, stanco ma felice, torna nella biblioteca dove la sua mente riprende ad arrovellarsi per risolvere l’unica cosa veramente importante: “Come cazzo recupero il mio libro?”.-

lunedì 25 febbraio 2008

Cazzo un drago!

E’ necessaria una piccola premessa.-
Lasciato il confortevole luogo ove i nostri (quelli veri) si calano nei loro amati personaggi, il vostro amato proctocronista è stato vilmente assalito da un commando di virus, sicuramente cattocomunisti e milanisti, che lo hanno costretto fino a domenica all’immobilità quasi assoluta, a parte le frequenti sedute meditative.-
In realtà ho avuto la gradevole compagnia di lancinante mal di gola, tosse perforante, dolori diffusi alle ossa ed alle articolazioni, cali di pressione, febbre media (cioè, a seconda della dose di tachipirina, o 39 o 34,9), inappetenza, incapacità di ingurgitare le consuete dosi di alcool, inabilità alla pompa passiva.-
Unica consolazione; ho perso 3,5 chili e, per qualche strana ragione, mi sono mangiato le unghie un po’ meno.-
I più scaltri di voi si staranno però chiedendo: “Ma che cazzo ce ne frega? Cosa ha a che vedere tutto ciò con il riassunto che pensavamo di leggere? Cosa sta dicendo il vecchio ed arteriosclerotico Arcimago?”.-
Travolto dalla bonomia dei pensieri che aleggiano nei vostri incolpevoli cervellini, che leggo come vecchie copie di playboy aperte ed ormai usurate, vengo al punto con efficacia ed immediatezza: Non mi ricordo una emerita e beata mazza della partita scorsa!
Evidentemente nel corso della partita ero già, senza rendermene conto, sotto gli effetti devastanti degli orribili e pestilenziali microrganismi che, poi per ben cinque giorni, hanno banchettato con i miei liquami neurovegetativi.-
Anzi, mi correggo, mi ricordo solo una cosa.-
Una cosa orrenda.-
Una cosa gigantesca, puzzolente ed inverosimile.-
La cosa peggiore che mi potesse accadere.-
Un drago.-
Ma non il solito draghetto tipo Veldern, cioè pollo modificato, un po’ fighetto che se la tira, ma in realtà lo freghi come ti pare perché, vecchio detto tra gli evocati: “Ad un drago di Veldern è più facile metterglielo in culo che in testa”.-
Noooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo, non un draghetto di quel tipo.-
Purtroppo, se la mente ora libera e snella non mi tradisce, si tratta di un drago di quelli veramente grossi, enormi, giganteschi, mostruosi, potentissimi, terrorizzanti, che non sembrano neanche un drago.-
Infatti era una tartaruga.-
L’orrendo essere, con il solo intento di crearci un diversivo per entrare nella cittadella, ha infatti deciso di sorvolare la città, praticamente terrorizzando tutti con la sola presenza, e, con un umorismo tutto draghesco, bombardando gli incolpevoli ed esterrefatti abitanti con delle boazze maleodoranti di almeno ottanta chili cadauna.-
Con un sapiente slalom evitamerda, raggiungiamo la cittadella, dove veniamo accolti alla grande e riusciamo, se ben ricordo, a farci molto male cercando di leggere alcuni libri inutili, mentre l’unico utile lo può leggere solo Tayga, dopo che Arcimago lo avrà sprotetto da una magia protettiva, ma così facendo attirerà l’attenzione del cattivissimo Priore, quindi dovremo farlo con tempismo, intelligenza ed arguzia, per poi scappare subito e non farci tanare con le mani nel sacco.-
Non possiamo farcela……
Odio i draghi.-
Ridgell, mai come oggi il proctocronista.-